Il nuovo Singolo di Suor Anna contro il FEMMINICIDIO

Credo che la musica sia uno strumento fondamentale di evangelizzazione nella società contemporanea.

Ecco il perché del mio motto come artista : “Evangelizzare cantando e danzando”.

Ho composto il brano “RISPETTAMI per quella che sono Donna”, come grido di una mamma “spirituale” contro un male che oggi sta affliggendo la nostra società. Il male della violenza sulle Donne ormai è all’ordine del giorno. Voglio andare diritto al problema. Come sappiamo tutti, c’è un escalation di violenze che ogni giorno sentiamo, leggiamo sui giornali, ascoltiamo in televisione ecc.

La donna è sempre a rischio di trovarsi di fronte all’uomo delle caverne che nella canzone ho chiamato il Lupo della Caverna. L’idea che una persona possa uccidere un’altra persona perché gli è stato negato l’amore è inconcepibile. Secondo un rapporto delle Nazione Unite, in tutto il mondo una donna su cinque ha subito una violenza o tentativo di violenza. In Italia il dato è di una su tre, di età compressa tra 16 ed i 70 anni ad essere stata vittima. Ogni anno, in Italia, sono in CENTO a morire sotto i colpi di mariti, fidanzati, ex non-rassegnati. Dobbiamo unire le nostre voci e gridiamo contro ogni forma di violenze contro le donne, ragazze, bambine… forse “unendo le nostre forze”, qualcosa di meglio accadrà.

Per me questa canzone è L’Inno della liberazione della donna dall’uomo delle caverne mai evoluto. Perché l’uomo che uccide non ha mai riposto la clava.  Spero che gli Enti e le sigle giuste possano capire questa canzone e usarla. Ogni donna la deve fare sua.

Anche noi Suore vogliamo fare la nostra parte in questa battaglia contro la malvagità. Basta con la violenza sulle donne, basta lacrime e sangue di donne, ma più sorrisi sui volti delle donne.

Dedico questo brano a tutte le donne vittime di violenze e a tutte le donne che né subiscono ancora ma non hanno il coraggio di ribellarsi. Dedico questo brano anche ha qui veri uomini che amano veramente le proprie donne e lottano per i loro diritti e a tutte le organizzazione che lottano contro il femminicidio.

Secondo i criminologi, la parola “Femminicidio” è «La forma estrema di violenza di genere contro le donne, prodotto della violazione dei suoi diritti umani in ambito pubblico e privato, attraverso varie condotte misogine -maltrattamenti, violenza fisica, psicologica, sessuale, educativa, sul lavoro, economica, patrimoniale, familiare, comunitaria, istituzionale- che comportano l’impunità delle condotte poste in essere tanto a livello sociale quanto dallo Stato e che, ponendo la donna in una posizione indifesa e di rischio, possono culminare con l’uccisione o il tentativo di uccisione della donna stessa, o in altre forme di morte violenta di donne e bambine: suicidi, incidenti, morti o sofferenze fisiche e psichiche comunque evitabili, dovute all’insicurezza, al disinteresse delle Istituzioni e alla esclusione dallo sviluppo e dalla democrazia».

Concludo con le parole di STEFANIA NOCE, la 26enne di Licodia Eubea (CT) barbaramente uccisa insieme a suo nonno dal suo fidanzato: “Nessuna donna può essere proprietà, oppure ostaggio di un uomo, di uno stato, né tanto meno, di una religione”.

——————–ANNUNCIO PUBBLICITARIO——————-